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LANCIANO – Arriva il decreto del tribunale per i tre arrestati nel blitz interforze scattato lo scorso novembre dopo la violenta rissa tra famiglie rom nel quartiere Santa Rita. La Procura ha ottenuto il giudizio immediato nei confronti di Osvaldo Di Rocco, 67 anni, della convivente Violetta Di Rocco, 66, e del figlio Fioravante, 44 anni, tuttora sottoposti agli arresti domiciliari.

Il provvedimento è stato firmato dal giudice per le indagini preliminari Massimo Canosa, ma la difesa ha già annunciato la volontà di ricorrere al rito abbreviato. Gli imputati sono assistiti dall’avvocato Alessandro Orlando, affiancato per Fioravante anche dall’avvocato Tristana Di Bucchianico. La scelta del rito consentirebbe, in caso di condanna, una riduzione della pena.

Per il figlio quarantquattrenne l’istanza è già stata depositata: l’udienza è fissata per il 16 marzo. Per i genitori, invece, la richiesta sarà formalizzata nei prossimi giorni. «Chiederò un giudizio abbreviato subordinato all’audizione di un testimone – spiega l’avvocato Orlando – per dimostrare che i miei assistiti non erano a conoscenza della presenza di droga nella cantina. Si tratta di un locale non ad uso esclusivo, frequentato anche da altre persone».

Nel corso della perquisizione nell’abitazione di via Bellisario, i carabinieri avevano rinvenuto 283 grammi di cocaina, in parte già suddivisa in dosi, insieme a bilancini e materiale per il confezionamento. Una piccola quantità era nascosta nel filtro dell’asciugatrice sul balcone, mentre il resto della sostanza si trovava nel seminterrato, all’interno di una cantina chiusa da un lucchetto. La chiave era stata recuperata nella borsa della donna.

Diversa la situazione contestata a Fioravante Di Rocco. Nella sua abitazione di via De Riseis, la polizia aveva sequestrato una pistola Glock calibro 9x21, completa di 16 cartucce, risultata rubata cinque anni fa nel Teramano. Oltre all’arma, erano stati trovati 55 grammi di cocaina, strumenti per la preparazione delle dosi e una mazza da baseball in metallo nascosta nel bagagliaio dell’auto.

L’operazione, che aveva coinvolto polizia, carabinieri e guardia di finanza con il supporto delle unità cinofile, era scattata cinque giorni dopo la maxi rissa in piazza Aldo Moro, culminata in un violento scontro tra le famiglie Di Rocco e Guarnieri. Un episodio nato, secondo le prime ricostruzioni, da motivi sentimentali ma che, secondo gli inquirenti, si inserirebbe in una più ampia faida per il controllo dello spaccio di droga nell’area frentana.

(Fonte: Il Centro)

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