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CHIETI. L’autovelox di Brecciarola va in pensione, almeno nella sua storica collocazione lungo la Tiburtina. Il dispositivo, diventato negli anni uno dei più temuti dagli automobilisti per l’elevato numero di sanzioni elevate, è stato infatti disattivato e verrà riattivato a breve sulla Statale 656 dir, una delle arterie più pericolose del territorio teatino.
La decisione arriva dopo il tragico incidente dell’8 giugno scorso, avvenuto nei pressi dello stadio Angelini, in cui persero la vita quattro persone. Un evento che ha riacceso l’attenzione sulla sicurezza stradale lungo una strada ampia e caratterizzata da lunghi rettilinei, dove l’alta velocità è spesso causa di sinistri gravi.
Già all’indomani della strage, l’amministrazione comunale aveva annunciato l’intenzione di rafforzare i controlli. In accordo con la polizia locale, guidata dalla comandante Donatella Di Giovanni, il sindaco Diego Ferrara aveva comunicato l’avvio della richiesta alla prefettura per il posizionamento di un autovelox sulla Ss 656, dichiarandosi fiducioso sull’esito positivo dell’iter. Iter che, dopo mesi di passaggi amministrativi, è ormai giunto alla fase conclusiva.
Lo scorso 30 ottobre, ottenuto il via libera prefettizio, la comandante Di Giovanni e il vicecomandante Fabio Primiterra hanno firmato la determinazione n. 910 che dispone formalmente il trasferimento del rilevatore di velocità da Brecciarola alla Statale 656 dir. Non si tratta dunque di un nuovo impianto, ma di uno spostamento, come chiarito sin dall’inizio dal Comune.
Nel frattempo, il dispositivo è stato spento nella sua vecchia sede. Qui, nel corso degli anni, l’autovelox aveva contribuito a modificare il comportamento degli automobilisti lungo la Tiburtina, diventando simbolo di controlli severi ma anche di una maggiore attenzione alla sicurezza. Installato per la prima volta nel 2015, inizialmente vicino a un distributore di carburanti in direzione Manoppello-Chieti, era stato successivamente ricollocato nei pressi della rotatoria per il centro commerciale Megalò, non senza polemiche e proteste.
Superata la fase delle multe “a raffica” e delle brusche frenate all’ultimo secondo, il traffico aveva progressivamente adottato una condotta più prudente, centrando così l’obiettivo principale per cui il dispositivo era stato introdotto.
Sul fronte economico, il capitolo sanzioni resta rilevante. Nel bilancio 2025 il Comune di Chieti prevede introiti superiori a 1,5 milioni di euro per violazioni al codice della strada, di cui circa 400mila euro derivanti dai controlli elettronici della velocità. Come previsto dalla normativa, metà delle somme incassate viene destinata direttamente all’ente, mentre la restante parte finanzia interventi su segnaletica, sicurezza stradale e potenziamento della polizia municipale. I proventi degli autovelox, invece, sono interamente reinvestiti in questi ambiti.
Con il trasferimento del rilevatore sulla Ss 656, l’amministrazione punta ora a ridurre il numero di incidenti su una delle strade più critiche della città, trasformando ancora una volta uno strumento discusso in un presidio di prevenzione.
La decisione arriva dopo il tragico incidente dell’8 giugno scorso, avvenuto nei pressi dello stadio Angelini, in cui persero la vita quattro persone. Un evento che ha riacceso l’attenzione sulla sicurezza stradale lungo una strada ampia e caratterizzata da lunghi rettilinei, dove l’alta velocità è spesso causa di sinistri gravi.
Già all’indomani della strage, l’amministrazione comunale aveva annunciato l’intenzione di rafforzare i controlli. In accordo con la polizia locale, guidata dalla comandante Donatella Di Giovanni, il sindaco Diego Ferrara aveva comunicato l’avvio della richiesta alla prefettura per il posizionamento di un autovelox sulla Ss 656, dichiarandosi fiducioso sull’esito positivo dell’iter. Iter che, dopo mesi di passaggi amministrativi, è ormai giunto alla fase conclusiva.
Lo scorso 30 ottobre, ottenuto il via libera prefettizio, la comandante Di Giovanni e il vicecomandante Fabio Primiterra hanno firmato la determinazione n. 910 che dispone formalmente il trasferimento del rilevatore di velocità da Brecciarola alla Statale 656 dir. Non si tratta dunque di un nuovo impianto, ma di uno spostamento, come chiarito sin dall’inizio dal Comune.
Nel frattempo, il dispositivo è stato spento nella sua vecchia sede. Qui, nel corso degli anni, l’autovelox aveva contribuito a modificare il comportamento degli automobilisti lungo la Tiburtina, diventando simbolo di controlli severi ma anche di una maggiore attenzione alla sicurezza. Installato per la prima volta nel 2015, inizialmente vicino a un distributore di carburanti in direzione Manoppello-Chieti, era stato successivamente ricollocato nei pressi della rotatoria per il centro commerciale Megalò, non senza polemiche e proteste.
Superata la fase delle multe “a raffica” e delle brusche frenate all’ultimo secondo, il traffico aveva progressivamente adottato una condotta più prudente, centrando così l’obiettivo principale per cui il dispositivo era stato introdotto.
Sul fronte economico, il capitolo sanzioni resta rilevante. Nel bilancio 2025 il Comune di Chieti prevede introiti superiori a 1,5 milioni di euro per violazioni al codice della strada, di cui circa 400mila euro derivanti dai controlli elettronici della velocità. Come previsto dalla normativa, metà delle somme incassate viene destinata direttamente all’ente, mentre la restante parte finanzia interventi su segnaletica, sicurezza stradale e potenziamento della polizia municipale. I proventi degli autovelox, invece, sono interamente reinvestiti in questi ambiti.
Con il trasferimento del rilevatore sulla Ss 656, l’amministrazione punta ora a ridurre il numero di incidenti su una delle strade più critiche della città, trasformando ancora una volta uno strumento discusso in un presidio di prevenzione.